vicino, come lo specchio di Narciso

Una cosa mi lascia davvero basito in questa comunicazione sulla guerra in Ucraina: ci prende così tanto perchè è vicina, le altre guerre erano lontane.


La Libia ridotta a un regime piratesco che noi finanziamo per tenere a bada nei suoi campi di concentramento i profughi dall’Africa e dal Medio Oriente che ci arrivano in casa alla spicciolata, da quella Siria distrutta prima dell’Ucraina, ma che non ci ha così sconvolto; quegli stessi profughi tenuti a morire nel gelo alle frontiere chiuse di Croazia, Ungheria, Polonia; quella stessa Polonia che ora è campionessa di ospitalità coi poveri profughi ucraini.


Io non capisco, non sono competente, non ho i mezzi.
Quel che capisco è che il mondo in questo angolo di benessere artificiale che è l’Europa sta buttando giù le nostre porte e scardinando le nostre illusioni libertarie e civili, e soprattutto la nostra finta quiete sempre pagata da altri nel mondo.


A me pare che il punto stia nel guardare alla realtà, tutta:

  • Putin ha invaso l’Ucraina: non è la prima invasione che opera, e non sarà l’ultima;
  • L’Ucraina non può far altro che chiedere quel che chiede: a noi la saggezza della risposta;
  • A noi chi? alle Nazioni Unite, al Diritto Internazionale, all’Unione Europea, alla Nato, … sperando che tra USA e CINA ci possa essere una voce in capitolo in più capace di portare verso il meglio, che è sempre la pace;
  • il riassetto che deve partire da questo conflitto in Ucraina deve mettere un punto preciso alla dinamica possibile tra individualità nazionali e nazionaliste e interessi comuni e di potenze confederali, tra le quali deve finalmente porsi l’Europa, con economia, esercito e governo centrale;
  • il razzismo di fondo che fa trattare i profughi di diversa origine e diverso colore di pelle in modi diversi deve essere combattuto e abbattuto con politiche culturali e giuridiche forti, e senza mai pensare che sia risolto una volta per tutte;
    • Non abbiamo alternative: o ne usciamo migliori, o non c’è alcuna speranza per nessuno. Non possiamo più bearci della nostra cultura e della nostra blasonata civiltà: o cultura e civiltà si dimostrano capaci di giustizia reale in atto, o significano solo narcisismo estetico, e Narciso muore specchiandosi nella contemplazione di sè.

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