Io scrivo raramente, e dopo lunga gestazione, partendo da una forte emozione causata da un’altra opera. La lunga gestazione mi serve per capire quell’emozione cui lo studio dell’oggetto di partenza non basta, ma da quell’emozione e quello studio si mette in moto la mia fantasia. A un certo punto, come la donna incinta che attende la nascita ma che non sa esattamente quando e come accadrá, e improvvisamente le si rompono le acque trovandola impreparata, cosí devo cominciare a scrivere, e poi la scrittura va da sola, totalmente anticipata nella gestazione ma anche totalmente sorprendente come la nuova vita che inizia il suo percorso.
Giulio Mozzi ha posto il quesito: prima il senso o prima l’andamento (nella narrazione)?
Prima il senso (l’emozione scatenante) ma, subito, insieme, l’andamento si delinea col crescere dell’idea, ben prima di iniziare a scrivere. Poi, quando scrivo, assolutamente diventano inscindibili.